BlaBlaCar Coast-to-Coast #1: Lisbona-Madrid-Barcellona

BlaBlaCar Coast-to-Coast #1: Lisbona-Madrid-Barcellona

Scopri la prima tappa del BlaBlaCar Coast-to-Coast: Lisbona-Madrid-Barcellona.

Il BlaBlaCar Coast-to-Coast è il viaggio dello psicologo e videomaker Carlo Alberto Cavallo che ha scelto di andare da Lisbona a Vladivostock cercando esclusivamente passaggi condivisi in auto sulla nostra piattaforma.

Per ogni tappa, racconteremo attraverso dei brevi video il viaggio di Carlo Alberto Cavallo e dei suoi compagni di viaggio e condivideremo con voi il diario di viaggio e dei consigli sulle città visitate.

Il diario di viaggio: Lisbona-Madrid-Barcellona


Un po’ mi scocciava.
Mi scocciava che Coast-to-Coast fosse solo appannaggio degli Stati Uniti, come se noi non avessimo il nostro.
Mi scocciava che per andare dall’Atlantico al Pacifico ci fosse solo aereo, treno, o formule dal sapore di avventura, bici-moto-apiedi, che non si confanno più alla mia età.
E sempre per via dell’età mi scocciava non aver più il fisico per farlo in motorino, come feci andando da Venezia a Pechino, ormai dieci anni fa.

Intanto il mondo è cambiato, molto meno individualista, molto più social.
Dunque qual è il modo social di viaggiare oggi? Beh, il car-pooling, BlaBlaCar.
(si noti che della sua esistenza son venuto a conoscenza non più di un anno fa, ma, di nuovo, l’età….)
(si noti, bis, che l’ho saputo da una desiderata fidanzata che non mi desiderava affatto, dunque mi ha indicato la strada più facile per mandarmi in là, molto in là)

Detto, fatto.
Ho chiesto a BlaBlaCar ed eccomi a Lisbona, zaino e telecamere, per documentare questa che in fin dei conti definirei: una piacevole stramberia.

Da Lisbona a Barcellona ci sono andato con due soli passaggi, di tono opposto l’uno all’altro. Il primo intellettuale, soft, tutto sul velluto. Il secondo energetico, anche per via del ‘mate’ che un ragazzo aveva portato dall’Argentina.
Piacevoli? Entrambi! Sicuri? Entrambi, mai sopra i limiti di velocità!
Assurdi? Beh, l’unica cosa assurda è stata che anche i passeggeri dietro si sono allacciati la cintura!

Può il mondo esser percorso così, fiducia nel guidatore, curiosità nella compagnia, soste a semplice richiesta per far p.?
Sì. Direi proprio di sì.
Ed è molto ‘social’ condividere un pezzo di strada e di vita. Di persona, senza tramite di ‘social’ internet!

coast to coast cavallo 1 tappa

I consigli di Carlo Alberto Cavallo


Il Mercato da Ribeira – Lisbona


coast to coast madrid cavalloA Lisbona, proprio a fianco di una delle stazioni della Metropolitana da cui prima o poi si passa, c’è un mercato. Beh, allora? Il fatto è che il mercato è diviso in due: da un lato frutta, verdura, pesce, strofinacci, mollette per stendere; dall’altra una infinita serie di ristorantini, uno attaccato all’altro.

Beh, allora?
Allora il bello è che potete combinare le due cose: scegliere qualcosa da un ristorantino e associarlo con qualcosa che viene dal mercato.
Ad esempio, se volete mangiare una zuppa la prendete al ristorante, e il pane al mercato.
O se volete mangiare riso in stile Thai ma avete bisogno di una forchetta, beh anche quella trovate al mercato. O ancora, se vi versate addosso del vino e non sapete come togliere le macchie sono (quasi) certo che troverete uno smacchiatore.
Tutto sotto lo stesso tetto. Atmosfera da un lato normale, quella del mercato si intenda, dall’altra un filo turistica. Ma nel bailamme c’è chi sa combinare le due cose, risparmiando e divertendosi.
Uh, dimenticavo! Al piano di sopra c’è un bar molto fashion! Nel caso si voglia ber qualcosa dopo pranzo. Non bisogna comprare l’apribottiglia di sotto, ce l’hanno già loro :-)

El Tigre – Madrid


coast to coast el tigre cavallo
Tanto lo facciamo tutti. Cioè di prendere un aperitivo e sfondarci di stuzzichini, così da saltar la cena (e risparmiare). Già, ma all’estero, dove l’abitudine degli aperitivi non c’è? Che si fa?
Joao mi dice di “El Tigre”, a Madrid. Ce ne sono due, dice, in centro.
Il nome mi lascia perplesso (che tanto Tigre non mi sento!), ma l’ha detto Joao, architetto, vestito trendy, che ama la simmetria, e parla un inglese corretto con tono soft: dunque bisogna credergli.
A “El Tigre” manco ti guardano in faccia, tanto sanno quel che cerchi. Un bicchier di vino rosso: 3,50 euro.
E insieme al vino un piatto pieno di: due polpettine, patate arrosto, tre fette di pane combinate con acciughe, prosciutto, e una salsa al pomodoro. Due fette di cipolla (mah!). Porzione copiosa di frittata.
L’ambiente è molto easy, giovani al piano di sotto, vecchietti (io) e famigliole al piano di sopra.
Il vino? C’è di meglio. Il cibo? Va giù dritto per dritto. 3euro e 50? Perfetto!


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